Quanto far pagare una stampa 3D: calcolo ed esempio (2026)
In breve: il prezzo di una stampa 3D si calcola sommando cinque costi (materiale con scarto, energia reale, ammortamento della stampante, manodopera, packaging), aggiungendo una quota per le stampe fallite e poi un ricarico. Per un pezzo in PLA da 120 g e 8 ore di stampa il costo reale è circa 21 €, e un prezzo onesto sta tra 26 e 38 € più eventuale IVA. La voce che pesa di più è quasi sempre il tuo tempo, non il filamento.
Aggiornato a ottobre 2026. Vuoi solo un numero al volo? Prova il calcolatore del prezzo di una stampa 3D: è gratis e non serve registrarsi.
"Quanto ti devo per questa stampa?" È la domanda più semplice del mondo, ed è anche quella su cui molti maker perdono soldi senza accorgersene. Sparare un prezzo a sensazione, del tipo "facciamo 15 euro", è il modo più veloce per lavorare gratis.
Il prezzo giusto non si indovina: si calcola, partendo dal costo reale e aggiungendo sopra un ricarico. In questa guida vediamo tutte le voci, un esempio numerico completo e le quattro fasce di prezzo che puoi proporre al cliente.
Il costo reale di una stampa: le cinque voci
Il prezzo di vendita deve coprire tutto quello che ti costa produrre l'oggetto. Le voci sono cinque, e quasi sempre se ne dimentica almeno una.
1. Materiale (con lo scarto)
Il calcolo base è semplice: grammi usati × prezzo al chilo. Indicativamente, nel 2026 una bobina di PLA di buona qualità costa intorno ai 20-25 €/kg, un PETG 25-30 €/kg, i materiali tecnici (nylon, PA-CF, policarbonato) anche 55-75 €/kg.
L'errore qui è dimenticare lo scarto: supporti, brim, spurgo per il cambio colore, primi layer da rifare. Tra il 5% e il 15% del materiale non finisce nell'oggetto ma lo paghi comunque. Va messo nel conto.
2. Energia (attenzione: non quella in targa)
Questa è la voce dove quasi tutti sbagliano, in eccesso. La targhetta dietro la stampante dichiara la potenza massima, che viene assorbita solo nei picchi di riscaldamento. Durante la stampa vera e propria una FDM con PLA o PETG consuma in media intorno ai 70-130 W; alcune macchine recenti, chiuse o con due ugelli, dichiarano di più anche con il PLA (per esempio 200 W la Bambu Lab P2S e 250 W la X2D, dati del produttore a 220 V).
Il prezzo dell'elettricità per una famiglia italiana, tutto compreso, sta in genere tra 0,25 e 0,35 €/kWh: il numero giusto per te è nella tua bolletta. Con questi valori una stampa di 8 ore costa pochi centesimi di corrente, non euro. Le stampanti a resina consumano in modo più costante ma comunque poco, perché non hanno un piatto riscaldato. Per misurare il consumo con precisione c'è la guida dedicata: quanto consuma una stampante 3D.
3. Ammortamento della macchina
La stampante si consuma. Si calcola dividendo il prezzo d'acquisto per le ore di vita utile stimate. Una macchina da 700 € che lavora bene per circa 5.000 ore (5 anni da 1.000 ore, gli stessi valori di partenza del calcolatore di Makerly) costa 0,14 €/ora solo di ammortamento. Aggiungi una piccola quota per manutenzione e ricambi (ugelli, piatti, cinghie). Se stai scegliendo la macchina, qui trovi quanto costa davvero una stampante 3D contando anche gli extra.
4. Manodopera (la voce più sottovalutata)
Il tuo tempo non è gratis. Slicing, avvio, controllo, rimozione supporti, finitura, imballaggio, messaggi con il cliente: una stampa da 20 ore può richiederti 1-3 ore di lavoro umano. Come ordine di grandezza, una tariffa oraria onesta va da 20-40 €/h per un hobbista avanzato a 40-80 €/h per un professionista che sa anche progettare.
Se non metti la manodopera nel preventivo, stai regalando la cosa più preziosa che hai.
5. Accessori e packaging
Colla, alcol isopropilico, guanti (per la resina), scatola, pluriball, etichetta. Piccole cifre che su decine di ordini fanno la differenza.
Quanto costa un'ora di stampa 3D?
È una delle domande più cercate, quindi vale la pena rispondere a parte. Se togli materiale e manodopera, un'ora di macchina costa poco:
| Voce (FDM da ~700 €, PLA) | Costo per ora |
|---|---|
| Ammortamento | ~0,14 € |
| Manutenzione e ricambi | ~0,02-0,05 € |
| Energia (~110 W a 0,30 €/kWh) | ~0,03 € |
| Totale costo macchina | ~0,19-0,22 €/ora |
Con macchine più costose o materiali tecnici si sale, ma restiamo comunque sotto 1 €/ora di costo vivo. E il prezzo per ora? Nell'esempio che trovi qui sotto, il prezzo consigliato (29,08 € per 8 ore di stampa) corrisponde a circa 3,60 € per ora di stampa. È un riferimento utile, ma non una regola: "far pagare X euro all'ora" da solo non basta, perché una stampa lunga e semplice e una corta ma piena di finiture hanno costi completamente diversi. Si parte sempre dal costo del singolo pezzo.
Esempio reale: un pezzo in PLA
Mettiamo insieme tutto con un caso concreto: stampante a filamento da circa 700 € (110 W), PLA, oggetto da 120 g, 8 ore di stampa, 30 minuti di lavoro umano pagati 30 €/h. Per semplicità la manutenzione (pochi centesimi l'ora) qui non la contiamo.
| Voce | Calcolo | Costo |
|---|---|---|
| Materiale | 120 g + 10% scarto = 132 g × 22 €/kg | 2,90 € |
| Energia | 110 W × 8 h = 0,88 kWh × 0,30 € | 0,26 € |
| Ammortamento | 8 h × 0,14 €/h | 1,12 € |
| Manodopera | 0,5 h × 30 €/h | 15,00 € |
| Packaging | scatola e imbottitura | 0,50 € |
| Costo totale | 19,78 € | |
| Stampe fallite (+5%) | 19,78 € × 1,05 | 20,77 € |
Nota una cosa: materiale ed energia, le due voci a cui tutti pensano per prime, valgono insieme poco più di 3 euro. È la manodopera che fa il prezzo. Raddoppiare il costo del filamento (5,80 €) non copre nemmeno un terzo del costo reale.
E se 30 €/h ti sembrano tanti per la tua zona? Con 15 €/h il costo scende a circa 12,89 € (fallite comprese) e il prezzo consigliato a circa 18 €: comunque ben sopra i "15 euro a sensazione" dell'inizio. I numeri dell'esempio sono un punto di partenza: nel gestionale di Makerly trovi valori iniziali diversi (per esempio 15 €/h e 15 minuti di lavoro), da sostituire con i tuoi.
Una nota se confronti con il calcolatore: qui lo scarto è il 10% e c'è l'imballaggio, il calcolatore parte dal 15% di scarto e senza imballaggio. Con gli stessi dati (120 g, 8 ore, 110 W, stampante da 700 €, mezz'ora a 30 €/h) dà un costo di 20,39 € e un prezzo consigliato di circa 28,50 € invece di 29,08 €: stessa formula, valori di partenza diversi.
Le stampe fallite vanno nel prezzo (ma non al cliente)
Prima o poi una stampa si stacca dal piatto o fa "spaghetti". Non puoi farla pagare al singolo cliente, ma non puoi nemmeno ignorarla. La soluzione è una quota fissa sul costo:
- 5% con una macchina calibrata e pezzi che conosci bene;
- 10-20% per pezzi nuovi, molto grandi o materiali difficili.
Se una stampa fallisce spesso, il problema non è il prezzo: è la stampa. Le cause più comuni sono il piatto che non tiene e il warping agli angoli.
Ricarico o margine? L'errore che costa caro
Qui molti maker perdono soldi per un equivoco di parole.
- Il ricarico si calcola sul costo: costo 20,77 € + 40% = 29,08 €.
- Il margine si calcola sul prezzo: su 29,08 € il guadagno è 8,31 €, cioè il 28,6% del prezzo.
Stesso prezzo, due percentuali diverse. Il problema nasce quando pensi "voglio guadagnare il 50%" e aggiungi il 50% al costo: il margine vero è solo il 33%. Per avere davvero il 50% di margine devi raddoppiare il costo.
Nel calcolatore di Makerly la percentuale che imposti è il ricarico sul costo, e accanto a ogni prezzo vedi anche il margine reale: così non ti confondi.
Le quattro fasce di prezzo
Dallo stesso costo puoi costruire posizionamenti diversi a seconda del cliente e del valore che offri. Con il costo dell'esempio (20,77 €):
| Fascia | Ricarico | Prezzo netto | Margine reale |
|---|---|---|---|
| Competitiva | 25% | 25,96 € | 20% |
| Consigliata | 40% | 29,08 € | 29% |
| Premium | 60% | 33,23 € | 38% |
| Massima | 80% | 37,39 € | 44% |
- Competitiva: volumi, clienti abituali, lavori semplici.
- Consigliata: il prezzo giusto per il lavoro tipico.
- Premium: finitura curata, urgenza, materiali tecnici.
- Massima: pezzi su misura, design, consegna rapida.
Attenzione: il margine reale è prima di tasse e contributi. Quello che ti resta davvero in tasca è meno, e quanto meno dipende dal tuo regime fiscale.
Sotto il 20% di margine reale basta un imprevisto per lavorare gratis. Le fasce alte vanno giustificate con un valore che il cliente vede: finitura, tempi, consulenza.
Più pezzi uguali e ordini piccoli
Se il cliente ordina 10 pezzi uguali, il lavoro di preparazione (slicing, avvio, prime prove) lo fai una volta sola: dividilo sul lotto, non moltiplicarlo per dieci. Il tempo di finitura e imballaggio invece resta per ogni pezzo. Al contrario, per oggetti piccolissimi come un portachiavi il tuo tempo pesa più del materiale: molti maker fissano un prezzo minimo d'ordine per non lavorare in perdita. E nelle stampe multicolore ricordati lo spurgo: il materiale buttato a ogni cambio colore può superare quello del pezzo.
Se vendi su Etsy o altre piattaforme
Se il cliente arriva da un marketplace, il prezzo deve coprire anche le commissioni. Su Etsy, tra commissione di transazione, pagamento e inserzione, si arriva indicativamente al 10-12% del prezzo di vendita, più l'eventuale pubblicità. Le tariffe cambiano: controlla sempre quelle ufficiali aggiornate della piattaforma. Anche sulle commissioni può esserci IVA, a seconda della tua posizione fiscale: chiedi al commercialista.
Il conto corretto è dividere, non sommare: se vuoi incassare 29,08 € netti e la commissione è il 12%, il prezzo di vendita è 29,08 ÷ 0,88 = 33,05 €. Per scegliere dove vendere c'è la guida su come vendere stampe 3D online.
E le tasse? IVA e forfettario
I prezzi di questa guida sono netti. Cosa aggiungere dipende dal tuo regime:
- in regime ordinario sul prezzo netto si aggiunge l'IVA, di norma al 22% (nell'esempio, 29,08 € diventano 35,48 €);
- in regime forfettario, di regola, si fattura senza IVA entro i limiti del regime, con le diciture previste.
I dettagli (marca da bollo, codice ATECO, contributi) sono nella guida su partita IVA e regime forfettario per la stampa 3D. Per il tuo caso specifico il consiglio resta uno solo: fatti seguire da un commercialista.
Fai il conto in pochi secondi
Rifare questi calcoli a mano per ogni cliente è il modo migliore per smettere di farli. Il gestionale gratuito di Makerly prende stampante, materiale, ore, peso e minuti di lavoro e ti restituisce le quattro fasce con prezzo netto, margine reale e profitto, poi genera il preventivo in PDF da mandare al cliente. Se vuoi vedere come impostarlo, c'è anche la guida su come fare un preventivo di stampa 3D.
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Domande frequenti
Quanto si fa pagare un'ora di stampa 3D?
Il costo vivo di un'ora di macchina (ammortamento, manutenzione ed energia, materiale escluso) per una FDM da 500-1.500 € sta tra circa 0,20 e 0,60 €/ora. È il costo, non il prezzo: sopra ci vanno materiale, manodopera e ricarico. Per questo conviene ragionare sul costo totale del pezzo, non solo sulle ore.
Quanto far pagare un'ora di stampa 3D?
Non esiste una tariffa unica: dipende da quanto lavoro umano c'è dietro. Nell'esempio di questa guida (pezzo in PLA, 8 ore di stampa, mezz'ora di lavoro) il prezzo consigliato corrisponde a circa 3,60 € per ora di stampa. Su stampe lunghe e semplici il valore per ora scende, su stampe corte e piene di finiture sale.
Devo far pagare la corrente al cliente?
Sì, ma con il consumo reale, non quello in targa. Su una stampa media in PLA sono pochi centesimi: gonfiarla ti rende fuori mercato.
Come gestisco le stampe fallite nel prezzo?
Aggiungi una percentuale fissa al costo totale: 5% se la macchina è ben calibrata, 10-20% per pezzi nuovi o difficili. Non far pagare il singolo fallimento al cliente: lo assorbe questa quota.
Che differenza c'è tra ricarico e margine?
Il ricarico si calcola sul costo, il margine sul prezzo di vendita. Un ricarico del 50% su 20 € porta il prezzo a 30 €, ma il margine reale è il 33%, non il 50%. Per avere un margine del 50% il prezzo deve essere 40 €.
Il prezzo va con o senza IVA?
Dipende dal regime: in regime ordinario sul prezzo netto si aggiunge l'IVA, di norma al 22%; in regime forfettario, di regola, si fattura senza IVA entro i limiti previsti dal regime. Le regole precise per il tuo caso (marca da bollo, diciture in fattura) vanno verificate con un commercialista.
Perché non basta raddoppiare il costo del filamento?
Perché materiale ed energia insieme valgono spesso pochi euro: il grosso del costo è la manodopera. Nell'esempio di questa guida il doppio del filamento copre meno di un terzo del costo reale.
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