Insegne, lettere e targhe in stampa 3D per negozi e uffici: cosa sapere prima di ordinare
In breve. La stampa 3D è perfetta per insegne da interno, loghi in rilievo, targhe, numeri e piccoli espositori coordinati con il marchio, anche in pochi pezzi. Per l'esterno serve un materiale che regga il sole, come l'ASA, non il PLA. Il file da preparare è il logo vettoriale, lo stesso della tipografia. Per un'insegna fuori dal negozio informati prima in Comune, e lascia la parte elettrica di quelle luminose a un elettricista.
Un negozio, uno studio o un locale hanno bisogno di oggetti con il proprio marchio in quantità piccole: un'insegna dietro il bancone, la targa sulla porta, i numeri dei tavoli, un espositore per il prodotto in vetrina. Sono oggetti per cui un'azienda di insegne chiede minimi d'ordine o prezzi pensati per grandi formati, e che fatti a mano non vengono mai precisi.
La stampa 3D si inserisce proprio qui: pezzi unici o piccole serie, forme fedeli al logo, colori coordinati. Con qualche regola da conoscere.
Cosa si può fare
Funziona molto bene per:
- loghi e scritte in rilievo da parete, dietro il bancone o all'ingresso;
- targhe per porte, studi professionali, citofoni, uffici;
- numeri civici e numeri dei tavoli;
- segnaletica interna: bagni, uscite, reparti, orari, coordinata con il resto del locale;
- espositori e supporti per prodotti, biglietti da visita, menu, telefoni;
- cartelli con il QR code per menu, recensioni o pagamenti, stampati a due colori. Funzionano se il contrasto è netto e il codice non è troppo piccolo: provalo con il telefono prima di stamparne venti;
- insegne retroilluminate di piccolo formato, con LED interni.
Funziona meno bene per:
- insegne esterne molto grandi, oltre il metro o due: si fanno a moduli, ma a quel punto altri materiali, come il plexiglass tagliato o l'alluminio, spesso sono più adatti;
- superfici lucide e perfettamente lisce: le linee degli strati restano visibili, a meno di rifinirle a mano;
- colori esatti del marchio: i filamenti esistono in tante tinte, ma non in tutte. Se il colore deve essere identico, si stampa in un colore neutro e si vernicia.
Interno o esterno: il materiale fa la differenza
È la scelta più importante, e quella in cui si sbaglia più spesso.
Per l'interno va bene quasi tutto. Il PLA è il materiale più comune ed economico, esiste in moltissimi colori, anche opachi, lucidi, effetto legno o metallo, e dà ottimi risultati su loghi e targhe.
Per l'esterno il PLA è la scelta sbagliata. Si ammorbidisce già intorno ai 55-60 gradi, e una parete esposta al sole d'estate li raggiunge facilmente; in più, con i raggi UV, scolorisce e diventa fragile. Per l'esterno servono:
- ASA, il materiale più indicato: resiste ai raggi UV e al calore, ed è pensato proprio per stare fuori;
- PETG, più resistente del PLA al calore e all'acqua, ma meno dell'ASA ai raggi solari.
Anche con il materiale giusto, un'insegna sotto il sole tutto il giorno invecchia: una mano di vernice trasparente anti UV allunga la vita, e vale la pena controllarla ogni tanto. Per capire meglio le differenze tra i materiali c'è la guida su PLA, PETG o resina.
Il file giusto: il logo vettoriale
Per un'insegna il file migliore non è un modello 3D: è il logo in formato vettoriale, cioè SVG, AI, EPS o PDF vettoriale. È lo stesso file che hai dato alla tipografia per i biglietti da visita, e se non ce l'hai lo ha chi ha disegnato il logo.
Un file vettoriale contiene le curve esatte del logo. Il maker le estrude, cioè dà loro spessore, e ottiene un oggetto in rilievo con i contorni precisi a qualunque dimensione.
Un JPG, un PNG o la foto dell'insegna vecchia si possono usare, ma il logo va ridisegnato a mano prima di stamparlo, ed è un lavoro che si paga. A volte vale la pena farlo una volta per tutte: il file vettoriale poi resta tuo.
Per i modelli 3D veri e propri, se ne hai uno, trovi le differenze tra i formati nella guida su che file mandare per una stampa 3D.
Dimensioni e montaggio
Il piatto di una stampante desktop misura di solito tra i 20 e i 30 centimetri di lato. Per scritte più grandi ci sono due strade: stampare ogni lettera separatamente, e montarle una per una sulla parete, oppure dividere i pezzi più grandi e incollarli. Lettere separate hanno anche un vantaggio estetico: con un piccolo distanziale dietro, staccate dal muro di un centimetro, proiettano un'ombra che dà profondità.
Il trucco che fa risparmiare un'ora di montaggio: chiedi al maker una dima, cioè una sagoma di posizionamento, stampata o tracciata su carta, che indica dove va ogni lettera e dove forare. Allineare otto lettere a occhio su un muro è più difficile di quanto sembri.
I sistemi di fissaggio più usati sono il biadesivo di montaggio per pesi leggeri e superfici lisce, i perni o le viti con distanziali per un'installazione più solida, e i magneti per segnaletica da spostare. Dillo al maker in anticipo: i fori e le sedi si progettano nel pezzo, non si fanno dopo.
Insegne luminose
Un'insegna retroilluminata in stampa 3D si fa così: la struttura delle lettere in un materiale opaco, il frontale in un materiale traslucido, e dentro una striscia LED. Il risultato può essere molto bello, soprattutto per interni.
La parte elettrica però è quella da trattare con più attenzione:
- per le insegne da interno collegate con un alimentatore a bassa tensione, usa componenti certificati e un alimentatore adeguato;
- per le insegne esterne o collegate direttamente alla corrente di casa, il collegamento va fatto da un elettricista, che si prende la responsabilità dell'impianto;
- i LED scaldano poco, ma un alimentatore chiuso dentro la plastica sì: va lasciato fuori o ventilato.
Un maker può fornirti la struttura stampata e anche montare i LED, ma l'impianto elettrico di un'insegna fissa è un'altra cosa. Separare i due lavori è la scelta più prudente.
Il Comune e il logo
Per le insegne esterne serve informarsi in Comune. In genere, prima di installare un'insegna fuori dal locale serve il nulla osta del Comune, e ogni Comune ha il suo regolamento su dimensioni, posizione, colori e illuminazione, soprattutto nei centri storici. Le insegne di esercizio, quella che indica l'attività sopra la porta, fino a circa 5 metri quadrati sono in linea generale esenti dal canone unico patrimoniale, ma le regole precise vanno verificate con l'ufficio del proprio Comune. Per le insegne all'interno le regole sono di solito più semplici, ma se sono visibili dalla strada, per esempio in vetrina, possono rientrare anch'esse nel regolamento: meglio chiedere.
Il logo deve essere il tuo. Un maker ti chiederà di riprodurre il logo della tua attività, non quello di un marchio famoso che vendi o che ti piace: per usare marchi altrui, anche sull'insegna di un rivenditore, serve l'autorizzazione del titolare, spesso già prevista nel contratto con il fornitore.
Quanto costa e quanto ci vuole
Come per ogni stampa 3D, il materiale incide poco. Le voci che fanno il prezzo sono la preparazione del file, quasi nulla con un vettoriale pulito, più alta se il logo va ridisegnato, il tempo macchina, che cresce con le dimensioni, le eventuali finiture, come la verniciatura o il trasparente anti UV, e l'illuminazione, se c'è.
Una targa o un logo da bancone di piccolo formato rientrano nelle fasce di un oggetto stampato su misura. Un'insegna grande a moduli, o una retroilluminata, costa di più perché richiede più ore di stampa e più lavoro a mano. Per capire come si forma un preventivo di stampa 3D c'è la guida su come far stampare un oggetto in 3D.
Sui tempi: un pezzo piccolo si fa in pochi giorni, un'insegna a moduli richiede di più. Se stai aprendo un'attività, ordina con qualche settimana di margine, e tieni conto che anche l'autorizzazione del Comune ha i suoi tempi.
Il vantaggio di un maker vicino
Per un'attività commerciale, avere un maker nella stessa zona conta più che per un privato. Può venire a vedere la parete, prendere le misure, mostrarti un campione del colore dal vivo e, se qualcosa si rompe o cambia l'orario, rifare il pezzo in pochi giorni usando lo stesso file. Con il tempo diventa il fornitore di tutti i piccoli oggetti col tuo marchio.
Hai un'attività e ti serve un'insegna o una targa? Su Makerly trovi i maker della tua zona, vedi i lavori che hanno già realizzato e chiedi un preventivo senza commissioni. Nella richiesta puoi allegare una foto del logo e della parete; il file vettoriale lo mandi poi al maker che sceglierai.
Domande frequenti
Si può fare un'insegna per esterno in stampa 3D?
Sì, ma con il materiale giusto. Il PLA, il più comune, non regge bene sole e caldo e all'esterno si deforma e scolorisce. Per l'esterno si usano ASA, che resiste ai raggi UV, o PETG. Anche così, un'insegna esposta al sole tutto il giorno va controllata nel tempo, e conviene proteggerla con una vernice trasparente anti UV.
Che file serve per stampare il logo del mio negozio in 3D?
Il logo in formato vettoriale: SVG, AI, EPS o PDF vettoriale. È lo stesso file che usa una tipografia. Il maker lo trasforma in un oggetto in rilievo mantenendo le curve precise. Un JPG o una foto del logo si può usare, ma va ridisegnato e il costo sale.
Quanto possono essere grandi le lettere stampate in 3D?
Il limite è il piatto della stampante, che di solito misura tra i 20 e i 30 centimetri di lato. Lettere più grandi si stampano in più pezzi e si incollano, oppure si fanno cave e leggere. Per un'insegna di uno o due metri si lavora a moduli.
Serve un permesso per mettere un'insegna fuori dal negozio?
In genere sì: prima di installare un'insegna esterna serve il nulla osta del Comune, e ogni Comune ha il suo regolamento su dimensioni, colori e illuminazione. Le insegne di esercizio fino a circa 5 metri quadrati sono in linea generale esenti dal canone unico patrimoniale, ma va verificato con l'ufficio del proprio Comune.
Si possono fare insegne luminose stampate in 3D?
Sì: la struttura si stampa con un materiale opaco e il frontale con uno traslucido, e dentro si mettono strisce LED. La parte elettrica però è la più delicata: per insegne esterne o collegate alla corrente di casa conviene che il collegamento lo faccia un elettricista, e che i componenti elettrici siano certificati.
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